Fondo Impresa Donna- Regole e procedure

Fondo Impresa Donna- Regole e procedure

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Il Fondo impresa femminile ha finalmente regole e procedure

(Fonte Ipsoa Quotidiano)

Istituito dall’art. 1, comma 97, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, con una dotazione iniziale di 40 milioni di euro, il Fondo impresa femminile è inteso “promuovere e sostenere l'avvio e il rafforzamento dell'imprenditoria femminile, la diffusione dei valori dell'imprenditorialità e del lavoro tra la popolazione femminile e massimizzare il contributo quantitativo e qualitativo delle donne allo sviluppo economico e sociale del Paese”.

Forte di un importante endorsement da parte del PNRR, che complessivamente dedica al sostegno dell’imprenditoria rosa 400 milioni di euro, il Fondo ha ricevuto modalità operativeobiettivi e requisiti di accesso ad opera del decreto interministeriale 30 settembre 2021, firmato da MiSE di concerto con MeF e Ministero per le Pari opportunità e la Famiglia e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 14 dicembre 2021.

Concretizzando i propositi tipizzati nell’Investimento 1.2. “Creazione di imprese femminili”, collocato nella Missione M5Componente 1 “Politiche attive del lavoro e sostegno all’occupazione”, il Fondo è volto a sostenere imprese femminili di qualsiasi dimensione, con sede legale e/o operativa ubicata su tutto il territorio nazionale, già costituite o di nuova costituzione, attraverso la concessione di agevolazioni nell’ambito di due linee d’azione:

- la prima ha ad oggetto incentivi per la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili,

- la seconda lo sviluppo e il consolidamento di imprese già attive.

Non solo: il Fondo sostiene anche “azioni per la diffusione della cultura e la formazione imprenditoriale femminile”, ovvero programmi attuati da Invitalia, soggetto gestore, che spaziano dalla promozione del valore dell'imprenditoria femminile nelle scuole e nelle università, alla diffusione della cultura imprenditoriale tra le donne, passando per l'orientamento verso percorsi di studio nelle materie STEM, fino alla sensibilizzazione verso professioni tipiche dell'economia digitale.

Ad ogni modo, beneficiano degli incentivi della prima categoria le imprese femminili costituite da meno di 12 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione e le lavoratrici autonome in possesso della partita IVA aperta da meno di un anno dalla data di presentazione della domanda di agevolazione.

Al contrario, beneficiano della seconda categoria di incentivi, le aziende costituite da più di 12 mesi e le lavoratrici autonome in possesso della partita IVA da più di un anno.

Possono inoltre presentare domanda, ma solo con riferimento agli incentivi della prima categoria, anche le persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa femminile.

Imprese femminili, vale la pena di specificare, sono le imprese individuali la cui titolare è una donna, le società di persone (o le cooperative) in cui le donne rappresentino almeno il 60% della compagine sociale, ovvero le società di capitali le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne.

Prima linea d’azione

Sono ammissibili alle agevolazioni di cui alla prima linea d’azione, le iniziative che prevedono programmi di investimento per la costituzione e l’avvio di una nuova impresa femminile, relativi a:

- produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli;

- fornitura di servizi, in qualsiasi settore;

- commercio e turismo.

Vale la pena sottolineare che le iniziative in esame devono essere realizzate entro ventiquattro mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione delle agevolazioni controfirmato dall’impresa femminile beneficiaria, pena la revoca delle agevolazioni concesse. Una proroga, comunque non superiore a sei mesi, può essere autorizzata dal soggetto gestore previa motivata richiesta dell’impresa. Inoltre, le iniziative medesime devono prevedere spese ammissibili non superiori a 250.000 euro al netto dell’IVA.

Gli incentivi in parola assumono la forma del contributo a fondo perduto, secondo la seguente articolazione:

- per i programmi che prevedono spese ammissibili non superiori a 100.000 euro, le agevolazioni sono concesse fino a copertura dell’80% delle spese ammissibili e comunque per un importo massimo del contributo pari a 50.000 euro. Per le donne in stato di disoccupazione che avviano una impresa individuale o un’attività di lavoro autonomo, la percentuale massima di copertura delle spese ammissibili è elevata al 90%, fermo restando il limite di importo del contributo di 50.000 euro;

- per i programmi che prevedono spese ammissibili superiori a 100.000 euro e fino a 250.000 euro, le agevolazioni sono concesse fino a copertura del 50% delle spese ammissibili.

Sono ammissibili alle agevolazioni di cui alla prima linea d’azione le spese relative a:

- immobilizzazioni materiali, con particolare riferimento a impianti, macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica, purché coerenti e funzionali all’attività d’impresa, a servizio esclusivo dell’iniziativa agevolata;

- immobilizzazioni immateriali, necessarie all’attività oggetto dell’iniziativa agevolata;

- servizi in cloud funzionali ai processi portanti della gestione aziendale;

- personale dipendente, assunto a tempo indeterminato o determinato dopo la data di presentazione della domanda e impiegato funzionalmente nella realizzazione dell’iniziativa agevolata;

- esigenze di capitale circolante nel limite del 20% delle spese complessivamente ritenute ammissibili.

Seconda linea d’azione

Sono ammissibili alle agevolazioni di cui alla seconda linea d’azione le iniziative che prevedono programmi di investimento volti allo sviluppo e al consolidamento di imprese femminili nei medesimi settori sopra elencati.

Anche in questo caso le iniziative devono essere realizzate entro due anni dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione delle agevolazioni controfirmato dall’impresa femminile beneficiaria (con possibile proroga semestrale su motivata richiesta), ma, in questo caso, le iniziative devono prevedere spese ammissibili non superiori a 400.000 euro al netto dell’IVA.

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